Anime nate
Antonio Cagnazzo
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Sento l'anima che si dimena,
non vuole starsene al suo posto,
intollerante alla vita
perché non vive se non morendo.
Vorrei cavarmela ed afferrarla in mano,
ridarle forma, composta e bella;
ma poi non riuscirei più a incorporarmela
perché irrequieta vive un anima.
E me la tengo così com'è
coi bozzi scomodi e la sistemo un po'
semmai magari si strappa e muore
così che libera vivesse bene.
non te la prendere, è la natura
ad ogni cosa il suo dolore:
gli squarci servono seppur fan male
a far uscire il nero dal cuore.
Ma ricucirli è necessario,
con ago e "filo", che in greco è Amore.
finché lo squarcio diventa un parto
in cui si vive quando si muore.
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Antonio Cagnazzo
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