Gente. .dell'altro mondo
Antonio Cagnazzo
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Come dI un gioco d’infanzia ti mostrerò il segreto
del silenzio celato dietro pàrole smorte
di chi già tutto ha detto e non ha labbra aperte
per dichiarar certezze, per vendicar la sorte.
Sillabe mozze, sguardi di carne
come bocche piagate dal destino piegate
di chi prova a gridare ma non sente più l’eco
per un vento bastardo che rubò pure a un cieco.
Gente a cui la natura fu assai poco gentile
che si mise d’accordo con la pioggia ed i venti
di seccare la terra e asciugare i torrenti
di donare diamanti ma di uccidere tanti:
innocenti, coerenti nella dieta del giorno
riso giallo per loro, erba corta a elefanti.
E negando i frumenti ed i pani tra i denti
non riuscì mai a negar la virtu dei contenti
che fu quella di avere un silenzio privato
di chi muto restando non si volle umiliato
ma decise che al vento non avrebbe mai detto,
confidato il segreto di chi campa contento…
d’un silenzio appagante che da’ sostentamento
a chi ha pancia vacante, piedi rotti da errante
ma che succhia la vita con maggior sentimento.
Ed han martiri figli e che sposano sante.
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Antonio Cagnazzo
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