Rendez- vous
Ma tremava sul margine del tuo occhio destro
un fascino di case a vetri, d'immensi pavimenti
da scivolare nudi su tappeti, da ballare sul tocco geniale del levare
e non più mare oltre la spiaggia, solo tronchi secchi al ricordo,
l'acqua, intera, ha traslocato qui, coi lampi di luce al mattino,
mattino del mondo che porta per primo il corpo del senso
il tempo schiacciato sviluppa le squame, le pinne, le branchie
si lascia ad un nuoto profondo
ma tu fatti finalmente indifferente al racconto che infittisce la vita,
scompagina tutti i perdoni, dal gesso fino alla polvere insulsa della neve
nel nostro andante - naturale ostinato - vaporizza ogni promessa
che richieda anche appena di più
del colore intenso del tatto.
Io farò qualcosa di completamente diverso
nella freccia sicura che insegue l'incontro.
©
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Commenti (1)
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Amara25 marzo 2011
...nelle parole leggo un bisogno di scompaginare e riscrivere... una lettera per volta... con un dito intinto nel sentire... sia o meno l'intenzione... sa dire... e la forma... oh... mi piace molto...
