Gatto nero
Francesco Giardina
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un gatto nero
d'un diavolo in disparte
scomodo
passeggia
sui poli della nostalgia
fa su e giù
con la coda quasi
ad aspettare
l'ira del suo padrone
mentre un
veleno
ingrassa
le vene
d'odio
nero abbandono
culmine
di mondi sommersi
inquieti come
la monta del mare
nelle calme apparenti
d'un inverno
prossimo a non andare
sono buchi
di memoria e malinconia
sono randagi e
vuoti maledetti
che iniettano
il vento gelido
della solitudine
non ne riconosci le facce
neanche quel gatto
che se la ride...
in prima fila
nell'ultima lacrima
prima dell'addio
in mezzo a una strada
disteso sul mondo
un ragazzo non c'è più.
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (1)
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b
batista29 marzo 2011
tema toccante quello della droga. accostarlo poi ad un gatto nero paladino del diavolo mi sembra più che poetico probabile. chiusa teatrale di bell'effetto. merita più letture.
