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Impressioni 10 gennaio 2017 · lettura 2 min · 1072 letture

Una volta, la Sicilia

Francesco Giardina 243 poesie pubblicate
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Questa non è una cosa qualunque e nemmeno era Cosa nostra... alta, sguaiata, dimessa batteva le ali sulle onde del mare... calda, sensuale e indifesa come una goccia di pane tra le cosce di una pallottola a forma di puttana... batteva, batteva alla mercé del mondo degli arabi e dei corleonesi... batteva, batteva coi tacchi a spillo che come aghi erano appuntati dritti nell'anima... batteva, batteva con le rughe oramai da tempo vaccinate al battesimo di sangue e fame d'ogni picciotto senza valigia morto già prima di sognare... batteva, batteva sulle colonie purgatorie a forma di zattera e di zucchero filato che s'affogano nel mare tra cenci d' uomo, arance e limoni per una fiaba che non è una crociera e nemmeno la Sicilia... Un triangolo equilatero imperfetto un buco nero in mezzo al mare limbo di quercia santa incagliato sui vicoli dell'inferno tra l'Africa l'Italia e il cielo si scorgeva una volta la Sicilia... ma i ragazzi d'oggi su questi stessi scogli ancora si sussurrano: -Amuri miu, sta terra puzza, e puzza assai, ma nnà sta puzza u'Signuri ci misi puru u'sciavuru ru parrddisu!-
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L'autore
Francesco Giardina

Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..

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Commenti (1)

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Eolo10 gennaio 2017

Testo lugido struggente a narrare la storia la miseria della nostra amata terra. Tutto muove il sentire il riconoscere le radici che ci hanno reso forti teneri disperati. Passionali. Un elogio Grazie