Grazie
Francesco Giardina
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Tenendoti per mano come un bambino
t’ho sussurrato “Grazie, papà!”...
Eri oramai avvolto dentro la tua anima
- freddo come il cielo d’inverno -
rannicchiato.
Respiravamo lentamente,
il tuo andava dolce verso la porta della vera vita,
il mio pregava di dolore in dolore
poi con un maldestro singhiozzo
cinse una grossa lacrima sulla tua fronte
e intorno a quel capezzale d’ospedale
fummo in un attimo
il testamento d’un padre e d’un figlio
il passaggio di testimone
la consegna eterna dell’ amore
le parole d’una canzone...
Grazie papà perché non potrei immaginarti
in nessun posto se non lì dove adesso sei,
accanto agli angeli che t’hanno portato fin lassù,
gli stessi, che l’hanno tinto l’anima col sole della pace
che sempre ha illuminato i tuoi troppi silenzi.
Onesto e leale, inguaribile genio del fare,
laborioso artigiano della famiglia,
lavoratore insanabile.
Tutto questo e forse tant’ altro ancora
se non fossi stato soprattutto Vero e tutto d’un pezzo:
umile uomo che vedeva il mondo come
adesso nessuno lo vuole più...
Ora ti immagino lassù a costruire veloci navi che sappiano solcare cielo e nuvole meglio della luce...
Dio t’ha già dato in mano le chiavi d’un cantiere eterno,
speciale, dove persino il ferro vola
Oppure ti immagino sopra una bici
- altro tuo grande tarlo e mestiere -
Sprinta alzandosi sulle ruote la tua bella schiena...
Il rettilineo è appena cominciato
ed io posso solo dirti Grazie papà!!
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (1)
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Stefana Pieretti11 dicembre 2017
un’emozionante dedica al padre, un amore che non morirà con lui, ma vivrà oltre la vita .Versi che emozionano e stringono il cuore. elogi

