Andare alla volta delle tracce
Fai per andare e ti sposto il tempo.
L'ora si prolunga ad elemosine di minuti.
Poi, trascorsa la tua uscita
sembrano seguirti tutte le voci tenere
le languide osate solo a mente
come mantiene la stanza
la ressa confortevole di tracce
- qui lì là! - di te:
la nuca ripiegata nelle mani, le tue nette labbra
rossetumide - quasi ovunque lucide -
un filo dei capelli seduto
la bianca incresciosa lavagna dei denti
la fredda aria dei vetri
su cui un cuore dal tuo dito ha avuto trasparenza
e dove
un'angostura di profumi si versa
aprendo dall'affacciata un altro luogo
nel quale avvengo senza te.
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Commenti (2)
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malaluna26 marzo 2011
splendido l'incipit, quello spostarsi del tempo lo sento quasi tattile, il resto scorre fluido e armonioso, trovo la chiosa, però troppo forzata, come fosse costruita a rileggerti
M
Moreno Tonioni26 marzo 2011
Forse per la prima volta leggo (con piacere) di questo autore. Il Giordano è poeta gentile e soave che dona l'emozione di un sentire magistralmente espresso. In questa squisita lirica, metafore eleganti e melanconiche si rincorrono leggere tessendo un'insieme emozionante e coinvolgente. La chiusa è perfetta nel coniugarsi d'amarezza unita alla dolcezza di una visione.
