La pelle della luce
La pupilla della notte ruota nell'orbita della pianura
gli astri strabiliano il ventre dei tronchi
che accoglie l'umido. Lo munge.
Colgo l'estro sanguigno del vinaio
dare vita ai motori
L'ora esterna del sole spegne l'artificio
di luci: una virgola rosa s'accende da oriente.
Il latte dell'alba abbandona la ciotola
della terra, imbeve la bocca dei colli, ma i paracarri
fermano le strade.
Il prato è un ossario di rami
che riprendono la loro carne di colore
col petto in fuori
Ho almeno un occhio nel giro che conta
l'altro lima una ruvida luce
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Commenti (1)
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Amara27 marzo 2011
...pare sciogliersi su due livelli... uno in movimento ed uno che si trascina... c'è quasi rassegnagnazione i quei paracarri che delimitano un percorso obbligato... la stessa che pare di non poter godere di un risveglio... eppure si sente tanta vita... quella che sa vedere lo spazio... tra un paracarro e l'altro... per nuove vie... - leggendo e rileggendo... nuove immagini nelle immagini... - non mi stanco di dire quanto mi piaccia il tuo scrivere...
