INGANNO (Amore Ameno)
Carla Fortebracci
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Svanito fu per sempre quel miraggio
ove si rifugiò un dì lontano,
quel sole l’accecò con il suo raggio,
le parve sì lucente ma poi fu vano.
Furon momenti limpidi e gaudenti,
s’illuse d’aver trovato la sua meta,
sconfitti allor le parvero i tormenti,
e d’estasi si fece l’ora lieta.
Adagio poi scemò ahimè l’incanto,
le gioie poi le furon sì carpite,
sopito s’era il sogno in un momento,
le melodie frementi eran sparite.
S’accorse solo allora d’aver perduto,
d’essersi innamorata dell’amore,
vagò così dannata all’infinito,
in quel deserto arso del suo cuore.
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
Commenti (3)
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Splendido Leotta Michele29 marzo 2011
quando un fluido amoroso e ancora nel cuore vengono espresse meravigliose e sentite parole... ottima POESIA ...sentita e poeticamente meravigliosa... tantissimi complimenti
C
Citarei Loretta Margherita29 marzo 2011
una splendida poesia, ottime le rime, molto musicale, complimenti
Marco Morandi19 novembre 2014
Ecco ch' er vòto mio, drento se riempe e t'auguro der tempo pe' amà pe' sempre. Scusa il mio "falso romano". Complimenti mi hai toccato.


