Foglia
Carla Fortebracci
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Come una foglia in balia del vento
fluttuo nell’aria stordita,
travolta dal gorgo o dal tenue lamento,
lentamente poi cado spaurita.
Povera foglia senza più vita giace,
il ricordo balenante affiora
di quei freschi mattini silenti
che destavan ingenui sogni.
Brina che bagnavi il mio viso
fuggendo il torpore della notte,
carezzando con le tue umide stille,
inebriando di albeggiante fragranza.
Poi quel soffio di vento bastò,
anelante implorai pietà,
ma nulla valsero i miei pianti,
m’arresi al supremo volere.
Ora accartocciata in un angolo,
ingiallita dal tempo che scorre,
avvizzita dalla lunga agonia,
spero che il vento mi sollevi ancora.
Mi rannicchio per ripararmi dal freddo
e m’accorgo che mi sto sgretolando,
quel che resta di me sta sparendo,
solo polvere trascinata dal vento.
Ora son polvere trascinata dal vento,
fluttuo nell’aria rapita,
travolta dal gorgo o dal tenue lamento
e non temo più il tempo, la morte, la vita.
©
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
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