Il bullo di Recanati
Era il giorno della poesia,
avevo 8- 9 anni, un bel paio di occhi azzurri
limpidi come stagni,
capelli a caschetto tipo angelo della pubblicità,
un gran fiocco blu,
e davanti a tutti recitai a memoria,
"A Silvia"
Volevo essere perfetto,
nfatti fui fantastico, e così presi un bel dieci.
Mi sentivo proprio
come se l'avessi scritta io.
Mi piaceva la poesia.
Mi è sempre piaciuta
la poesia.
Quando tornai al banco, il mio compagno
mi diede di gomito.
"Non se la scoperà mai quel finocchio!. "
Disse sottovoce.
"Ha voglia di scrivere poesie, quel gobbo".
Rincarò.
"E' morto da un pezzo." Dissi io.
"Si, di seghe." Sorrise sdentato.
"Tutti i poeti si fanno le seghe, enormi seghe
da finocchi."
" E lei adesso se la spassa con qualche ganzo,
naturalmente."
Aggiunse.
"Non credo,
ma visto che la sai tanto lunga,
perché non vai a cagarti in culo? "
E non gli rivolsi mai più la parola.
"Dico solo che quella se la spassa e che i poeti
sono tutti dei finocchi, che ti prende?"
Insistette ancora per un po'.
" O cazzo! Non dirmi che sei un finocchio?"
" Cielo, abbiamo una futura poetessa!"
Desiderai davvero con tutto il cuore
che morisse.
Ma alla fine si annoiò di me velocemente
e tacque da sé, pacificamente.
Sono passati trent'anni.
Una vita
E di lui non ho mai avuto notizie.
Ma di certo, uno così ed i suoi cari,
se la staranno spassando...
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Commenti (2)
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Amara31 marzo 2011
...sorrido... sentendo gli odori... immaginando le espressioni e conoscendo l'emozione di questo... amore a prima vista... per il quale non si può ammettere il minimo sgarbo... e qui... tutto è detto con la perfezione del disegno...
Saldan1 aprile 2011
Ricordo di averla già letta, forse nel forum... è veramente bella! Sembra di stare lì, tra i banchi, ed assistere alla scena...

