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Satira 8 aprile 2011 · lettura 13 min · 2172 letture

Il Patrizio e il lavoro interinale

Marco Zuffo 103 poesie pubblicate
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Il Patrizio era da tanto tempo che non faceva qualcosa per non sentire i suoi stressare, aveva imparato a suonare: la chitarra, il clarinetto, il contrabbasso... Alla fine gli avevano detto... "a be! Patrizio adesso vai a lavorare!!" Quella mattina decise di provare in quelle agenzie di lavoro interinale. Si diresse al motoretto vesparossa "pkxl", contemplò come di consueto il suo caschetto aperto, fuori e dentro, (a volte ci trovava qualche cosa di sospetto) mise il casco sul capo badando non compromettesse il capello, ben pettinato. Dopo averlo appoggiato, trovato l'invito, prese l'elmetto dalle cinghie, lo tirò verso il basso fino al. Crackkkk... Qualcosa nel suo collo s'era incriccato di brutto Il Patrizio lacrimava tra le stelle e le bestemmie maledendo Maria Tindara sorella sua di sangue, ma non di spirito, monaca, divenuta tale dopo consulenza col mago Verace in arte, di nome Salvatore Ganzone Capotreno in pensione grande amico del padre... visionario. Tindara era vera proprietaria del casco killer; prestato anni prima al Patrizio. Il Dolore lanciava frecce ad ogni movimento. Come in un incubo si vedeva perduto all'appuntamento. ...Vedete..., il motoretto è un mezzo svelto, scattante e poco protetto, non corre tanto ma permette di avanzare tra le auto incolonnate e siccome che non sempre esse ne hanno avvertimento anche il collo concorre al controllo della situazione, a maggior ragione con la guida del Patrizio, uomo in consueto ritardo ma deciso ad arrivare, uno che niente e nessuno mai potrebbero arrestare. Mentre col piede teneva il cancello inspirava aria contaminata, sperando che il benzene e la diossina gli fornissero gli elementi per anestetizzare la sua condizione. Giunto a cospetto dell'Agenzia, nel rinomato ufficio in centro città, dopo un viaggio assai sofferto, allungato nel tempo e abbreviato nel diletto, il Patrizio s'aggiustò nuovamente il capello, ammirandosi nello specchietto. Un donnone biondo ma piacevole lo accolse dietro una portaavetri bruttina, con una vocina gli disse: "Compili il modulo in tutte le sue parti, mi fornisca un documento e il codice fiscale, è procedura normale, vedrà, le sue aspettative saranno soddisfatte, il mondo del lavoro è in movimento aspetta gente come lei signor...?" "Patrizio ..." Lo guardava provocando... "Maiala" pensava Chissà se ... lui, uno normale, col collo incriccato, mezzo sfigato... ...con una così piacente che ti trova il lavoro e non ti chiede niente... ...se ci avesse provato? magari se vai a letto con il capo lavori meno e prendi meglio, passi da sveglio... lui... il Patrizio... "Hei! Si sente bene?" "Perché? " "La vedo teso... rigido... qualcosa non va?" "va anche troppo bene..." Pensò il Patrizio malizioso "No è che... mi fa un po' male il collo..." "Vuole qualcosa?" "No, compilo la domanda e..." "Ma no se sta male, vada a casa..." "Neanche per sogno, sto già meglio... ecco fatto domanda compilata in ogni punto." Non aggiunse esagerata... La donna leggeva a mente, non diceva niente, ma l'Patrizio vedeva in ogni suo movimento un segno evidente di adescamento: come teneva la matita, la sua gamba accavallata, la mano sull'orecchio... le piaceva parecchio.!| Patrizio era impazzito aveva ideato, nella mente sua malata una scena incantata dove il collo incidentato, presagio di un samaritano incontro lo portava fluttuando da metà Novembre a un roseo Maggio, stagione lavorando come amante originale dei vertici vogliosi del lavoro interinale... Lei smise di leggere e lui di sognare. "Vedo che sei perfetto, ho un lavoro assicurato, posto rinomato e impiego di rilievo, visto il titolo di studio, il tuo voto elevato e l'impegno dimostrato... "C'è un posto eccezionale che apre in zona industriale... si chiama... Mettiteloaposto... originale! Vende cose interessanti, all'inizio serviranno i guanti, sarete in tanti.!" "A che fare?" " A lavorare... ma senti! Vacci, tanto è qui vicino. Sei in motorino no? Chiedi del signor Paternoster...", "Sì, il Divino ...Mi prendi in giro? ^" " Ti pare?" "sapessi cosa... pare... " disse a bassa voce "Come?" " Niente... Ci vado..." C'era cascato come un cretino... "E' in via Montebianco, zona industriale angolo via Montelungo, agenzia interinale... signor Paternoster..." Dopo aver ascoltato attonito tutte 'ste stranezze, il Patrizio ci voleva ripensare, la cosa puzzava parecchio, ma lei... era così speciale... lo guardava incantata, lui ammiccava di riflesso Patrizio pensaci, ti vogliono fregare, farti lavorare, prenderti per fesso torna indietro, adesso. Gli era sembrato gli mostrasse un seno.,... "Ci vado!" "Ci conto! Hai firmato il contratto?" Qui sotto? Si, esatto" Riparte il Patrizio, verso Mettiteloaposto, in via Montebianco angolo via Montelungo... Un contratto di tre giorni, una donna provocante, una serie di speranze una voce seducente. Non ci fosse sto collo... Non è niente, il dolore si può anche contenere, l'importante è arrivare... dove? Mentre mette il cavalletto al motoretto, nel parcheggio di... quel posto, il Patrizio ha un altro presagio, adagio adagio si guarda attorno, si sente osservato giudicato. Ma da chi che non c'è nessuno? Il collo è sempre peggio. Mette il bloccasterzo, si dirige all'ingresso barcollando. Il portone in vetro dell'entrata principale scivola veloce al suo passaggio, silenzioso ed automatico lastrone, lancia un sibilo e azzittisce tutto come per incanto, il Patrizio è spiazzato. Neanche il tempo di guardarsi attorno che si sente prendere di forza da un braccio. "Machiccazzo spinge, fermo! Mi fai male" "togli il motoretto dal parcheggio, che il magazzino non è ancora aperto", Così il Patrizio esce come è entrato, sposta il motoretto e umiliato passa da dietro. Lo scorta il presunto maresciallo, lo sbatte dentro una guardiola, senza finestre, con una scala... sembra portare agli uffici ma non lo fanno salire. Ride il buffone armato, la guardia giurata, fa lo sciocco col Patrizio, per farlo confessare, non lo lascia parlare, non riesce neanche a dire che lo manda l'agenzia interinale, che cerca il signor Paternoster per poter lavorare. "Tu ...Mettiteloaposto... noi dobbiamo vigilare che con tutti 'sti immigrati e squilibrati poi finisce male!" E questo diceva il pazzo, mostrava la pistola a Patrizio che quasi si pisciava addosso... "Ma non parlo di te" esclamò posando il cannone... E come senza ragione, con sguardo assente, lo estrasse nuovamente, bruscamente! In faccia al Patrizio che non aveva fatto niente "deficiente" pensò il ragazzo terrorizzato... "Parlo del direttore... perché mi ha stufato, merita una punizione, deve stare attento..." Patrizio era sgomento... Ma chi gliel'aveva fatto fare, per lavorare di ingarbugliarsi in un tale groviglio, e poi chi era quel pazzo? Meglio filare che farsi ammazzare da un colpo partito per sbaglio ...Ma che pensi Patrizio! Parla! Non sognare! Fatti capire! Patrizio impettito alzò il capo Facendo leva sul collo dolente, Con voce solenne disse: "Vorrei parlare con il signor Paternoster, mi manda l'agenzia interinale, per lavorare ..." Gli occhi della guardia iniziarono a brillare rivolse braccia aperte viso e petto alla rampa delle scale, verso il soffitto c'era qualcosa di anormale nel suo sguardo imbambolato sembrava senza fiato inebetito sembrava una scena mariana in un Poster Poi gridò "PPATTTEEEERNOOOOOOOSSTTTEEEEERRRRRR". S'attaccò al trasmettitore, con furore, disse che c'era un bravo giovanotto che voleva colloquiare, uno che lo mandava l'agenzia interinale. "Attendi" disse sorridendo. "Se vuoi ti posso intrattenere" e così iniziò a raccontare della sua vita a giurare, servire e obbedire. Proseguì coi seguenti ventott'anni, tutti uguali, buttati nel cesso. Dopo molti lamenti Il Patrizio s'iniziò a scocciare, quel revisionista xenofobo sadico grezzo viscido animale, perso nei suoi deliri non lo faceva passare... "bisogna aspettare," "ci sono le procedure," "è pieno di cose da rubare... lassù" Chissà che cosa nascondeva il Paternoster... Mettiteloaposto? "Ma in che posto?" Pensò Patrizio... Ecco il terzo incomodo, un altro divisato simil sbirro, più alto, lì per chiacchierare... sembra non sentire. Patrizio a fatica si guarda attorno e' quasi senza fiato, indaffarato a sostener la testa sul collo. quanto sarà passato? il sole non si vede in quel losco buco. Paternoster non si fa sentire. Di tanto in tanto il pazzo si finge interessato, s'attacca a una radiolina snocciolando il rosario, che carina... la radio della guardia assassina, coglione!! Patrizio inizia a delirare strappa i peli dal maglione, sbadiglia mentre l'altro, certo che il suo sermone possa interessare, continua a snocciolare cose inopportune. Ecco, qualcosa si muove, arriva uno magro e imbruttito. "Ma chi è quest' altro sembra un benzinaio... GUARDA COM'è VESTITO!" pensa patrizio rassegnato. Shell guarda il PAZZO e chiede: "...chi è? " puntando Patrizio. "Lo manda l'agenzia Interinale, aspettiamo lo chiami Paternoster per lavorare" "Quanto è che aspetta?" Patrizio scazzato "credo molto più di un'oretta...! me ne stavo per andare" Scende dalle scale il Paternoster un ometto piccolino, tarchiato, bruno guarda la guardia poi Patrizio: "è lei mandato dall'agenzia interinale?" "sissignore!" "ma come, son due ore che l'aspetto... Qua è arrivato un altro... Non la riuscivano a contattare... non ha il cellulare?" "ma se ero quassotto!" "ma lei doveva salire, passando dall'ingresso principale" "La guardia non me l'ha permesso, che ne sapevo" "la guardia verrà penalizzata... sarà riturnificata". E questa ingrugnata guardava il Patrizio in cagnesco. "Vada col signor Caporale magari c'è ancora qualcosa da fare" "Ci sono i gradi in questo posto? Perché io non me ne intendo tanto, non ho fatto il servizio militare... Se mi poteste spiegare..." "Non capisco di che parla" disse serio il Paternoster... "senta... divino sono confuso... non comprendo il funzionamento di questo posto... lei è il direttore?" La guardia era imbelvata "no, sono Paternoster" "Appunto... lui è Caporale?" "Egidio appunto..." "Appunto E la guardia?" "E' Guardiano" "Celletti" S'intromise il pazzo "Non voglio sapere chi sono gli altri ma non aggiungo un Patrizio, a questo posto spettrale me ne torno all'agenzia interinale a protestare. Sappiate che sarò inclemente nel pubblicizzare il Mettiteloaposto come luogo interessante.!" Girò io tacchi con orgoglio, il collo sempre rotto ma diritto. La guardia gli si mise dirimpetto: "dove sta andando?" "All'agenzia interinale a protestare" "Ma lei con noi ha un contratto!" "Lo consideri disfatto poi per quanto la riguarda io non ho firmato niente, con quegli altri poi mi spieghi che contratto mi hanno fatto firmare? Tre giorni a lavorare, non si sa a che fare in un posto dal nome compromettente ma per chi mi hai preso... io lo so bene mica possono vendere la gente. Adescandola con una donna formosa, fargli far qualsiasi cosa. Mi lasci andare o se ne pentirà, sono sfigato ma..." E Patrizio corse svelto al motoretto, infilò in fretta il casco e scappò a casa al gabinetto. "Com'è andata a lavorare?" Chiese la madre convinta che in tutte quelle ore il figlio avesse ottenuto se non tutto almeno di colloquiare, per vedere. "Hai avuto il colloquio?" Chiese la madre bussando alla porta del bagno "Sto finendo ma!" Disse lui sforzandosi dall'interno, "Poi ti faccio sapere come è andata veramente, non aspettarti niente, si potrebbero denunciare a qualche ente sindacale dovremmo farcì sentire!" "Per me sei sempre il solito fallito, scusa figlio mio ma te lo devo proprio dire, ti devi responsabilizzare..." "Basta... Mamma hai stufato lasciami finire la storia, ma dopo, sul giornale c'è un lavoro interessante, senza intermediari, orari normali..." Fine... Fine? ssssskkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrsccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccccchhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhcschshcscshcscshsschscshcshscshcsscshshshshschshcshshscshscshcscscsss- sssssss- ssss- s- s- s- s- p- p- p- p- p—i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- ii- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- i- iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii- iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii- pppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp- p- p- p- p- p- p- p- pp- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p—p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p- p—p- ii- iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii Fuori onda "cercasi... cuoco,, pizzaiolo, manager... ufficio, direttore. 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Marco Zuffo
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Commenti (1)

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Amara8 aprile 2011

...beh devo dire che l'ho letto d'un fiato... mi è piaciuto molto... e davvero non saprei se è un racconto o poesia...