Ridere d'aprile
Timida la voce
dal tono gentile
chiede alla signora,
"Scusi, compra un fiore?"
Sul tram che impaziente
sosta in prima sera
il via è atteso
con profumate viole.
La piccola è slava
e fiera e sottile
che bionde ha le chiome
e chiare le pupille.
"Il lavoro non c'era
colgo fiori di campo,
e questi son figli
di questa primavera".
Si volge lei di scatto
come dall'ape punta
col il viso scarlatto
le risponde asciutta:
"Non è proprio il caso,
vado in ospedale
son fiori già nel vaso,
a me mi viene male".
Cosa inaspettata
e forse per difesa
poi scuote la testa
e cambia posto lesta.
Il riso giovanile
s'incrocia con il mio
e lo trasforma così
in ridere d'aprile.
©
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