Il volo di Icaro
Carla Fortebracci
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IL VOLO DI ICARO
Lunghi anni silenti dentro in una gabbia,
provai titubante di nuovo a volare,
con le ali pesanti ricolme di sabbia
spiccai il volo lasciandomi andare.
Volsi lo sguardo nel futuro ignoto,
sopra di me un azzurro infinito,
lasciai alle spalle un passato ingrato,
sotto di me null’altro che il vuoto.
Sempre più in alto seguitai a volare,
fu la mia anima d’incanto rapita,
dal vento confusa mi feci cullare
e all’Empireo giunsi stordita.
Ma d’improvviso il mio volo s’infranse
poiché di cera le mie ali eran fatte,
volai troppo in alto ed il sole le sciolse,
caddi nel vuoto e di nuovo fu notte.
Mi risvegliai da quel sogno anelante
sfiorò le mie gote la nascente aurora,
quel chimerico volo liberò la mia mente
e attesi domani, un domani ancora.
©
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
Commenti (2)
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Garbofania24 aprile 2011
Niente gabbie, apriamole tutte! Potrebbe essere la mia poesia. Bellissima, scritta in maniera sublime e da me condivisa. Molto sentita!
C
Citarei Loretta Margherita24 aprile 2011
è splendida, volare ma con prudenza ed intelligenza, complimenti,

