Negazione di platea
Federico Montanari
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Non ci sono grilli
in tasca al grande spettro,
la nebbia fitta
ha imballato il paese,
non si può sguicciare la luna
la luna come un frontino
tra i capelli corvini.
Il mio sguardo affonda
nelle distanze incerte
in una polverosa decomposizione
del sapere.
Cammino turbato
turbato su come visualizzare il battito,
Mi turba una criticità d'espressione
come la nebbia dissimula
dissimula ciò che sai che c'è.
Questa nostra trafelata ricerca d'espressione
è una negazione di platea
Mi chiedo come essere
imitatore del senza fondo,
tra me e me vedo un duello romantico
un duello tautologico e babelico.
Aggredendo i silenzi con alfabeti
sarò memoriale di caccia soleggiata
all'ultimo piano;
di gioie curiose che abdicano al fiore rosso,
di ululati che s'intrecciano a canti di sirena,
crivellando il vuoto, con vivide domande d'andromeda.
Il mio passo cammina,
il mio passo camminerà ancora
nella tasca del grande spettro.
©
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L'autore
Federico Montanari
Sono nato nel dicembre 83' anticipando di 3 mesi. 2 mesi d'incubatrice in pericolo di vita fanno dire alla psicologia che in me l'ombra della morte è più allungata nelle percezioni, o che la mia sensibilità o istinto di vita ne siano profondamente spronati. Alla laurea in filosofia e con studi di psicologia, la mia vis
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