Randagio (Matematico recidivo

Ancora dimenticare dell'atroce sguardo l'eclisse o rimpiangerlo,
misero specchio! Erudite le potenze sconquassano le logiche predilette,
risolverle mi è sforzo e vana consolazione. Matematico rosso recidivo!
Masticare l'eccezionale maschera o in fondo avere paura,
fuori i fari innescati pronti tremano, il Sabato della Notte scaltra è un zaffiro sudato,
Il resto è vita che si perde improvvisa fra le braci dei suoi riflessi, rimpianti.
Ubriaco fraterno afferrro la paziente chitarra e vomito il cuore!
Un assolo sparso qua e là mi riassopisce dall'arpeggio rassegnato
alla sua tristezza. La tragedia m'appare umilmente umana, se non diletta.
Morirò lunare di noia senza clamore avvertire, senza dolore cercare!
Venderò le scarpe sconfitte per un soffio al petto di languore,
chiamerò un amico Silente per non risvegliarlo affatto e
nell'indaco vento Austriaco accuserò il suo Nero colore,
sul luogo del misfatto...
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
Commenti (1)
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alessio carlini28 aprile 2011
colpito positiva- mente da questa lirica, per originalità e per l'ottimo contenuto... assolutamente da conservare!

