Il mio infranto rifugio

Austero sguardo
in te scorgo stasera,
immensa la forza
che diffonde nell'aria,
il mio cuore rapisce
scivola dentro,
tra le piaghe d'amore,
ardenti ferite,
che il tempo lenisce
ma che mai piu'guarisce.
Vento spazza via
i ricordi lontani,
ma, radici non spezza
con la sua sola brezza.
Rifugio ora infranto
disperata abbandono,
crollano i muri
di un anima salda,
castelli di sabbia
l'onda, via, spazza.
In silenzio io ascolto
una voce or pietosa:
la natura mi abbraccia
nel suo caldo ventre,
tra i suoi nidi
sconnessi,
i suoi boschi si fitti,
poca luce li viola,
dei suoi abitanti, dimora.
Con sincero loro affetto
or mi stringono al petto,
in quella terra bugiarda,
sì vigliacca e codarda,
tornare, non posso,
dentro quel cupo fosso.
©
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L'autore
Sonia Consolo Giaccotto
Nata nel 1969, sin dall’adolescenza, ha mostrato una decisa predilezione per gli studi umanistici: ciò ha determinato una formazione di studi classici, fino al conseguimento della laurea in giurisprudenza con 110 e lode. Scrivere, sia in prosa sia in versi, ha rappresentato, da sempre, per l’autrice un modo per guarda
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