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Morte 5 maggio 2011 · lettura 2 min · 1973 letture

Quando morrò

Federico Montanari 74 poesie pubblicate
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Quando morrò rivestirò le cose di cristallo, penetrerò nelle case, la notte, respirando i sonni, rivivrò un periodo di fitti riproponimenti trascinando in superfice le testuggini del ricordo. Quando morrò chi penserà così tanto alla soavità? Per alcuni solo allora sarò piede nel mistero proferiranno di me ciò che io non sapevo sarò cibo per concetti e andandomene sigillerò legami esclamativi nella verginità. Quando morrò per un istante successivo tutto mi nominerà, ci sarà ancora una rabbia senza idee e una rabbia alla quale è impossibile dare idee, il frammento di follia servirà ancora per il sorriso colmo sempre il vecchio tenterà di ingannare l'anno mettendovi un secolo, sempre il cieco sognerà un sonno pieno di sogni, mendicherà ancora il cuore del dubbio, qualcuno di un libro di un cuore cartaceo dirà sono solo pensieri, qualcuno da un libro non estrarrà un cuore multiforme. Quando morrò non cambierà nulla, sarà sempre un giorno come un giorno ma forse in un villaggio strano una fanciulla strana, sorriderà alle peripezie della purezza, forse sarà diverso l'abracadabra del suo bacio, forse sorriderà al suo destriero di sogni, anche se ferito, sorriderà almeno a qualche goccia di pioggia.
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Tratta da "Pagine senza bordi"Aletti editore

L'autore
Federico Montanari

Sono nato nel dicembre 83' anticipando di 3 mesi. 2 mesi d'incubatrice in pericolo di vita fanno dire alla psicologia che in me l'ombra della morte è più allungata nelle percezioni, o che la mia sensibilità o istinto di vita ne siano profondamente spronati. Alla laurea in filosofia e con studi di psicologia, la mia vis

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un idioma poetico stupendo esalta col cuore LA POESIA... in virtù dell'anima...è BELLISSIMA

Arcangelo Galante13 febbraio 2012

L'autore vivrà sempre nel ricordo di chi lo ha amato e che perciò non morrà mai. Il suo spirito aleggerà sulle acque di quell'oceano chiamato amore, che ovunque si estende bagnando le coste e i confini di terre persino inesplorate e ancora vergini. Non possono morire questi versi significativi e carichi di spiritualità, poiché il vento della rinascita li trasporterà, soavemente, in ogni dove. Questa è la magia che mi ha trasmesso la lirica leggendola più volte.