A chi fui cagione d'un sofferto attimo

Vengo da lunghi silenzi
di parole solo scritte
e compresse in sedimenti
fluttuanti nel limbo emozionale.
Non ho avuto lunghe primavere
a sciogliere le mie nevi gelate,
né rintocchi d'allegre voci in festa
per le mie attese infinite.
Ho percorso strade
di folli speranze,
affollate d'anime alla deriva,
ho rifiutato l'umile mano
che si porgeva a rinsavirmi
dai luminosi inganni;
ho amato chi non poteva amarmi
e ricusato chi era pronto a darmi.
E, forse, è questa, come tante,
la mia storia d'uomo:
vivere per un sogno impossibile,
e il coraggio
di chiedere un perdono.
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Commenti (1)
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elisabetta tegas6 maggio 2011
una bella poesia fatta di emozioni vere e di sincerità;per questo l'ho apprezzata
