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Ribellione 5 maggio 2011 · lettura 2 min · 1495 letture

Anatema

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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È sugli altari sconsacrati che ora immolo la mia anima ad un demonio forse troppo buono per far da antagonista a Dio. È questa la mia maledizione la condanna di non credere e pensare forse troppo come quel che folle s'arrovella fra mille perché senza risposta come un'ultima domanda ad un telequiz truccato come un pagliaccio piangente che non diverte ed ha fallito come me che adesso consumo la mia ultima cena con pane e vino e con un giuda ancora da scoprire. Voce fuori campo: "suvvia andiamo! siamo troppo seri!" "ha ragione monsignore, or m'abbasso!" È un anatema che mi perseguita incalzante come un paparazzo nemmeno fossi un VIP nemmeno fossi un BIP (censuro per correttezza siamo in campagna elettorale). Non sono per niente uno retrò ma forse sono anche troppo avanti: nei miei versi cerco anche il nuovo cerco ciò che al mondo non esiste ciò che molti trovano in un credo ma non trovo nulla se non vedo, chiamatemi anche pazzo io me ne sbatto il cazzo trovatemi un dio che sia onesto e io lo pregherò anche presto: potrò così affrancarmi da questa maledizione del poeta sciagurato che di rime ne capisce forse poco ma del resto ne capisce... forse ancor di meno o forse troppo?
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La definirei una poesia "ibrida", un esperimento di mistura fra due stile diversi.

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (2)

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carla vercelli6 maggio 2011

E' un anatema che ti sei lanciato da solo, perché sei in piena ricerca interiore e come tale colma di dubbi e domande di fronte ad un mondo in evoluzione e saturo di male. Molto piaciuta e apprezzata.

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hy ju6 maggio 2011

Un testo interessante. Interrogativi personali, per inquietudini universali.