Anatema
Michele Tropiano
139 poesie pubblicate
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È sugli altari sconsacrati
che ora immolo la mia anima
ad un demonio forse troppo buono
per far da antagonista a Dio.
È questa la mia maledizione
la condanna di non credere
e pensare forse troppo
come quel che folle s'arrovella
fra mille perché senza risposta
come un'ultima domanda
ad un telequiz truccato
come un pagliaccio piangente
che non diverte ed ha fallito
come me che adesso consumo
la mia ultima cena con pane e vino
e con un giuda ancora da scoprire.
Voce fuori campo:
"suvvia andiamo! siamo troppo seri!"
"ha ragione monsignore, or m'abbasso!"
È un anatema che mi perseguita
incalzante come un paparazzo
nemmeno fossi un VIP
nemmeno fossi un BIP
(censuro per correttezza
siamo in campagna elettorale).
Non sono per niente uno retrò
ma forse sono anche troppo avanti:
nei miei versi cerco anche il nuovo
cerco ciò che al mondo non esiste
ciò che molti trovano in un credo
ma non trovo nulla se non vedo,
chiamatemi anche pazzo
io me ne sbatto il cazzo
trovatemi un dio che sia onesto
e io lo pregherò anche presto:
potrò così affrancarmi da questa
maledizione del poeta sciagurato
che di rime ne capisce forse poco
ma del resto ne capisce...
forse ancor di meno
o forse troppo?
©
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (2)
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carla vercelli6 maggio 2011
E' un anatema che ti sei lanciato da solo, perché sei in piena ricerca interiore e come tale colma di dubbi e domande di fronte ad un mondo in evoluzione e saturo di male. Molto piaciuta e apprezzata.
h
hy ju6 maggio 2011
Un testo interessante. Interrogativi personali, per inquietudini universali.

