Angelo
Carla Fortebracci
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Mai ti vidi perché non volli guardarti,
mai ti udii perché non volli ascoltarti,
mai mi parlasti perché non volli capirti,
mai m’aspettasti perché non volli seguirti.
Eppur presente eri nei miei pensieri,
rinnegato t’ebbi nei miei peccati,
non ti vidi perché non seppi cercarti,
giammai m’accorsi della tua essenza.
Giunse la notte e t’avvicinasti,
posasti le tue ali sul mio cuore,
ti scoprii il volto cercando il tuo nome,
immenso il bagliore m’invase.
Ora dolce il tuo profumo m’avvolge,
tenero il tuo abbraccio mi circonda,
non lasciar più da sola la mia mano,
celeste amico di questa oscura valle.
©
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L'autore
Carla Fortebracci
Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga8 maggio 2011
stupendi versi che descrivono la pace ritrovata nel trascendente, unica dimensione della vera pace e gioia!

