Uso del mare
Antonio Ciavolino
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Uso del mare fare mio rifugio
e naufragando inabissarvi l'indole
o navigando, in un delirio d'albatri.
Sangue salmastro a scorrere le vene
e sale e sole ad affondare rughe.
Lungo il nuraghe ai muri dell'acanto,
campo celeste e limite del cielo.
Sono rinato d'acque
che schiarano lo sguardo,
son rete di tonnara
e vela senza tempo
o notte di bonaccia,
urlo di fortunale.
Cuore colmo d'oceano
che frange palpitando,
tavola del mio olio,
talora goccia in pianto.
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Antonio Ciavolino
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