Il popolo della notte
A sera,
dopo gli usati rumori,
escono gli abitanti della notte.
I Bevitori,per rabbia ovocazione,
ognuno col suo pugno di solitudine
da giocare;con gli occi gonfi
e frustoli di un cappello
di passate glorie.
Ognuno con la sua luna
incede incerto
parlando con dignità
al gatto, che miagolando se ne va.
Le bettole son vive,
due soldi per mangiare
due per sognare
nel fondo del bicchiere.
Risate sgangherate
risate senza denti,
dall'alito cattivo.
Da qui la morte fugge,
correndo per le vie.
Agli angoli di strade
spacciatorelli ormai dannati.
Donne appariscenti si perdono
nel fumo di una sigaretta.
Donne senza compleanno
disfatte nel mattino
hanno venduto i sogni
lasciandoli per strada.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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