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Riflessioni 3 giugno 2011 · lettura 1 min · 2918 letture

L'ultima solitudine

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hy ju 442 poesie pubblicate
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La prima solitudine è quella del figlio che ti vede sul divano ti chiama e tu sbadigli e non sai d'aver scordato di dargli un nome La seconda è giovanissima ha l'apologia freschissima di delinquenze ed è refrattaria alla superficie e non sa d'aver amato un cane fino a baciarlo sulla bocca La terza solitudine viene la notte è la geometria del bisogno lascia segni nel candore del tuo inguine è sicura d'averti dato una possibilità L'ultima è quella dell'infinito Ti tiene al muro e non lascia traccia non dà appello non ti puoi dimenticare il suo nome lo sai e non lo pronunci perché a dirlo hai già timore
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...di solitudine, in solitudine, fino all'ultima volta che l'ultima persona pronuncerà il nostro nome... ecco che, da allora, non esisteremo più.19 settembre 2011
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L'autore
hy ju

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Commenti (12)

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EnzoL3 giugno 2011

...intrigante... originale... l'ultima solitudine è quella che non possiamo identificare, perché mai nessuno è tornato a raccontare... magari c'è una festa che ne sappiamo? ...spero... molto bella, apprezzatissima!

Maurizio Melandri3 giugno 2011

Bella... soprattutto la seconda parte, quella che va verso l'infinito e spazia nell'Oltre ... e poi la non banalità, ma quella ce l'hai sempre.

Saverio Chiti3 giugno 2011

spesso... è proprio alla finestra dell'ultima solitudine, che mi affaccio... cercando di carpirne la consistenza, ma mai... pronunciando il suo nome! ma poi... serve tutto ciò? e a chi giova? il perdersi nei meandri di "quel" buio, lascia traccia ancor più lieve del vivere al bagliore dell'indifferenza! bella riflessione la tua... si, come ci siamo detti a Frascati... in parte ci "assomigliamo" molto apprezzata!

Rita Stanzione3 giugno 2011

Poesia travolgente nella sua triste e profonda, intensa riflessione. Mi ha colpita molto.

omissam3 giugno 2011

...coperta senza fine... phon senza aria calda... caramella inestinguiblie, la solitudo ci ammanta di tepore cardinalizio, oasi spendibile nei market senza fondo della inadeguatezza... imprescindibile

inquietante riflessione, amara e molto forte .versi che colpiscono e fanno rabbrividire x la forza espressa.

radicedi644 giugno 2011

potente come e più di sempre. la seconda strofa mi ha tolto il respiro... sono ancora senza respiro.

Caterina Zappia28 settembre 2011

Una solitudine che toglie il respiro in questi versi dal sapore amaro. Piaciutissima!

Annamaria Barone28 settembre 2011

Cent'anni di solitudine e solo quando nascerà un bambino con la coda di maiale finirà Macondo e la storia dei Buendia... mi è subito venuto alla mente un libro che ho amato ad ogni parola... ma torniamo alla poesia di questa autrice che della sua penna fa una freccia che colpisce ogni vota senza lasciar tregua cuore ed anima. parola che fanno rabbrividire, tanto sono vere, tanto rispecchiano una realtà, non tutta la realtà ma una realtà diffusa anche se nascosta: nasciamo soli e soli moriremo, nel frattempo...

malaluna29 settembre 2011

dove vai stella quando chiudi gli occhi e li apri all'infinito? quale solitudine lascerai in un prato per ritrovarla splendente di luce? forse rifiorirai nell'acqua di un ruscello, di rivo in rivo raggiungerai il mare...

Antonio Biancolillo29 settembre 2011

...e quando si va in quello sguardo d'infinito... dove si respira una meta senza fine... senza più gurdare indietro... con gli occhi chiusi... dove i colori non hanno più nome... verso quell'ultima solitudine... quella che non riusciamo a pronunciare... la paura del suo incognito... e ti tiene al muro questa riflessione... un muro senza spessore... Piaciutissima...

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Barba30 settembre 2011

Trovo questa poesia, un piccolo capolavoro, una delle tue più belle, a mio parere. Mi ha colpito molto, la conservo.