Graffiti sulla schiena in roche dita
Ai confini di un frattale di invito
tra pieghe seducenti a ricamare
l'intenso afrore al tattile mio sguardo
inebria a fior di labbra ogni carezza;
inarchi il tuo respiro all'infinito
nel lento scivolare della seta
sui petali in rugiada dissetati
mentre il cielo distende le radici.
Nel tuo arruffare dislessico l'aria
spettinando ogni più indomito senso
cerco l'approdo in apolidi fianchi
disperdendomi in terra di nessuno;
graffiti sulla schiena in roche dita
mentre vocali aspergono il piacere
battezzo col tuo nome contrazioni
perdendo identità nell'assoluto.
Ed è poesia che non vuole finire
nell'onda che frantuma ogni ragione
mentre la pelle lucida si specchia
nel rifrangere di un caldo arenarci.
©
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Commenti (2)
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Lina Sirianni4 giugno 2011
Ed è calda poesia che scivola tra le pieghe della seta... Mai troppo...
Simona Scudeller11 giugno 2011
Ogni fotogramma è al suo posto. In questa lirica ritrovo e mi trovo la sublimazione dell'Eros. Struttura elegante, lessico appropriato e di livello, musicale, evocativa. Un'opera degna di essere definita Poesia. E' tornare a casa dopo un lungo viaggio. Magnifica

