Potrò
Presto potrò guardarmi nello specchio e gioire
della mia faccia, delle mie rughe, delle mie pupille,
potrò ascoltare le mie dita mentre riscaldano
di abbracci materni il mio stomaco.
Potrò volteggiare nei cieli violetti del mio incarnato
e lungo le vertebre grondare pioggia salvifica
del dio dei miei sogni, del Cristo ritrovato.
Potrò nuotare il mio piacere di terra,
trapuntato di fiori e cristalli
nell'amplesso amoroso.
Potrò trovare il mio cuore perfetto,
adagiato in placido ascolto e tenerlo in mano
e piangere con lui le lacrime mai piante...
Potrò dire di sì all'uomo che verrà
ed ammantarmi dei suoi baci di luna,
delle sue ciglia d'argento brunito...
Potrò procreare i miei sogni di bambina
e fingere un dolore inesistente,
solo per raccogliere le viole dei miei prati
solo per consolare il parto e l'abbandono.
Potrò giungere alla vita, la mia,
ed emergermi dalle tante sofferenze così,
come soldato avvezzo alle ferite,
leccando il sangue dai polsi trasfusi,
liberando le vene dal cappio impaurito.
Potrò correre le mie luci tribali
di canto e di pioggia e imbiancarmi di Dio
e soffondermi di vaste ironie.
Potrò farlo senza paura, senza risposta,
senza divisione, senza attaccamento.
Potrò inglobarmi l'anima dentro, fuori,
ovunque e respirare le sue certezze
e spargere le sue risposte, percorrendo la corrente
che sfocia sulla terra, dove pianto
la sequoia che infinitamente ha nome Amore.
©
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