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Riflessioni 9 giugno 2011 · lettura 1 min · 5394 letture

S'Odia

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Odo greggi belanti su distese vaganti persa la guida del bastone sognano un altro cielo ch'or gabbiani oscurano. Domato tempo d'altalenante giorno e notte questo luogo or vedo impensabilmente sospeso nella voragine dell'universo ove ribollenti astri esplodono lanciando il loro urlo morente a confonder l'antico suono delle celesti volte. Errante disegno pensieri nell'infinita sabbia preda dell'onde del mare e del soffio del maestrale, torneranno infinito nulla a far prigionieri altri pensieri in altalenante ondeggiare oblio d'ogni cosa. Allor volto verso terra ove orizzonte vedo in curve linee collinari e non un piatto mare oltre il quale si rincorrono in monotono andare la luce e l'oscurità di soli e di stelle. Ma non v'è nulla là verso le colline e tra gli antri dei monti non uno dei fuggiti pastori v'ha scavato la sua grotta. Quel belante gregge continua il suo vagar mentre rivedo la notte dei tempi e l'urlare del drago ai giorni d'oggi mi giunge attraverso inutil vivere tra popoli schiavi e potenti troni che ancor solleva mistico sentore d'odio
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E' un caos apparente, quando manca una guida, ma come un gregge si erra verso una meta, mentre ogni pensiero viene cancellato dall'ondeggiare dell'esistenza. Intanto, questo mondo sembra attendere la fine dell'universo o è il contrario?

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (6)

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M
Mau03589 giugno 2011

Caro Rudif, sei sempre profondissimo nelle tue riflessioni. Le domande, purtroppo o per fortuna, sono per tutti sempre le stesse, il problema è che non si hanno risposte. Credo però che l'importante sia continaure a pensare ed immaginare, per sentirsi più vivi e partecipi di tutto quianto ci circonda che è,senza dubbi, tantissimo. E mi pare proprio che tu lo faccia.

M
Moreno Tonioni10 giugno 2011

sono giorni che vago fra le parole di Azar... giorni nei quali leggo e rifletto su questo interessante autore, capace di coniugare "poesia" con l'affascinate filosofeggiare che contraddistingue il suo narrare. Rudif è duro e determinato nel suo affermare, eppure se lo si legge con attenzione non pecca mai in presunzione o arroganza. Se avessi a cercarne un eccelso ispiratore credo paragonerei Azar al "profeta". Gibran era filosofo di vita e attento spettatore dell'umana debolezza... nel narrare di quest'autore percepisco la stessa attenzione e lo stesso disilluso amore per un'umanità decadente, ma sempre squisitamente umana... Azar Rudif, da oggi fra i miei preferiti con il piacere di leggerlo

Sara Acireale28 luglio 2011

Ho letto con interesse questa poesia, il poeta si pone mille interrogativi e il suo poetare è originale, diverso. Penso che i suoi versi si sviluppano in immagini evocative ma... hanno il potere di scendere nei meandri del nostro animo.

Carlo Fracassi27 febbraio 2012

Nell'altalenante scorrere del tempo, in monotona fantastica bellezza, continua l'urlo soffocato di chi soffre e lo splendore di scranni dorati di chi invece sin troppo spesso è causa d'altrui dolori. In questi versi si riconosce il perpetuarsi di un antico dramma di un'umanità stanca e dimentica di sé stessa ché non vuol né cambiare, né morire.

Annamaria Barone18 marzo 2012

è immensa questa poesia, nel suo dire, nella profonda riflessione che induce. Pecore, senza consapevolezza, a volte questo sono popoli ed uomini, incapaci di andar oltre quello si scorge a vista, incapaci di seguire orme diverse di quelle già calpestate dai suoi simili, perché così è tutto più facile, non semplice, perché nella semplicità ci sarebbero mille e mille risposte, o forse una sola che è quella che basta. Si vive alla giornata, ma mai qui e ora, onde senza costrutto che si inseguono e si perdono all'infinito, ma mai tornano al mare con qualcosa di nuovo, di vero, di unico. E mi incanto e mi perdo, è poi rileggo, ed ancora sorrido, meraviglioso leggere di questo poetare

Elena Poldan23 giugno 2012

Un testo molto interessante... leggendo la prima strofa, mi è subito venuta in mente la storia millenaria (sfortunata) del popolo ebraico, in cerca di una terra... fino ad oggi, in cui scenari di odio e di guerra continuano a scrivere dolorose pagine di storia... Forse nn c'entra nulla questa mia libera interpretazione e mi scuso se sono andata fuori strada, ma penso che, comunque, questa lettura ci potrebbe stare. Complimenti anche per lo stile! Forma e contenuto...