Il DolorSoave
Ferma sul punto stridulo
di dolore, sul buco scavato
dal tridente e l'aureola,
implorante di stelle il mio pianto,
richiedo ora, rabbiosa,
il biglietto di ritorno,
che percuote ancora una strada,
appuntita e indurita
di richiamo, alla soglia del Dolore.
Ma imparo parole d'amore
da quel dolore e lo accolgo,
mia pietra, mio ingombro indolenzito
e un po' allentato, più leggero
di ieri nella cellula
guarita, accettata, incorporata.
Non fuggo il dolore, eccolo!
Lo esploro negli occhi barbari
e sinceri,
nudi e significativi
e ancora lo seleziono,
lo incornicio, lo scandaglio
e lo libero, irrorandone le parti
nel pianto leggero, accarezzato.
Ne filtro le note putrefatte,
imbevute del mio aforisma pietoso,
diligente, ben limato
e lì vi distinguo la semplice vita,
che chiamo la Mia Vita
e che, da questo punto di Dolore,
per sempre, mi restituisce
l'immagine soave del mio corpo
genuflesso d'Amore.
©
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