Materna ferita
Strumento scelto sei stata, d'amore,
nel tuo essermi scomodo specchio
premendo le ferite necessarie
col tuo donarti in pari sofferenza.
Quante volte ho pianto l'abbandono
vestendomi da servo non richiesto?
Ad ogni sguardo altrove conquistato,
oltre carezze ambite in tua valenza,
sommavo le "Matrioske" di un dolore
per vincere guarite cicatrici
esposte adesso al sole del saperle
per accettare tutto ciò che sono.
Ora che si è spento il tuo riflesso
nel cuore acceso posso riabbracciarti
perdonandomi il tacito livore
sapendo la domanda che ci univa.
Quando avrò per te il salato dono
ritrovandoti in ogni mio sorriso?
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Commenti (1)
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Cristina Khay17 giugno 2011
Una profonda riflessione... che sfoglia i come ed i perché di un rapporto mai concluso e che continua ad aleggiare tra i pensieri, i gesti... che continua a pesare immeritatamente nel cuore. Niente di tutto ciò importa, perché ogni cosa è per noi come noi pensiamo che sia, ma mai e poi mai ci è permesso di varcare la soglia della vera percezione altrui del mondo e del cuore... Perciò non dare ascolto alla tua mente, dissipa ogni dubbio, sciogli la tua catena, perché è solo tua, e tu l'hai creata. L'amore è solo amore, e tuttavia è l'unica cosa che c'è, quando accantoniamo l'inutile labirinto della ragione. Ognuno di noi da il meglio all'altro, così come lo da, anche se la mente non comprende.
