Incespicando in quei cespugli
Luigi Di Matteo
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Incespicando in quei cespugli
che occultano un breve orizzonte,
inciampando nella vertigine,
baratro a spanne un metro e ottanta,
non esiste che l'infinito,
da una maldestra lavandaia
ridotto ad uno scampolo infeltrito.
Feltri nastriformi,
codici sillabati,
io sono reiterati,
riscritti,
soprascritti.
Un firmamento
di stelle da impatto,
il pugno nell'occhio
da una striscia a fumetti,
cespugli scavalcando
ed inciampando
e la faccia per terra
ed affogar distorto in questo mare.
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Luigi Di Matteo
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