Al di qua dell'io
Nicolò Tevere
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Ristrette visioni
di solide vite
al di qua della siepe
mi fan rinsavire,
muri
di coltri incolori
per forzati approcci,
mi fan respirare,
candidi versi
di opere illuse
su falsi copioni,
a recitar m'appresto.
Docili, immense
e fortunate esistenze
facoltà non hanno di dare lustro
a inquieti pensieri,
che liberi,
giocondi e gioiosi
chiedono ausilio
a dolci evasioni.
Ma da verdi cespugli
che tengono freno a
incerti orizzonti
di vite vissute...
...io guardo l'alba.
©
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L'autore
Nicolò Tevere
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo21 giugno 2011
Oltre quei cespugli... a guardare quell'alba dentro il proprio orizzonte... cercando l'evasione possibile quando si riesce a superare la siepe del proprio io... Mi piace...

