Da una madre

Ti lascio questa lettera
da aprire quando, anche tu sarai donna
rileggila, se l’esser sola ti gela,
così che ti riscaldi, come nostalgica fiamma.
E’ inutile da parte mia
scriverti il meglio del "bene" e del "male"
in qualsiasi modo che ti capiti sia
soltanto vivendolo riuscirai a capire.
Però potrei raccontarti
di tutte le volte che in qualche modo ho sbagliato
ma alla fine tu sei l’evidenza,
di quanto sia bello quel che poi ho ricevuto.
A volte ti sentirai stanca
altre invece fin troppo felice
perché se al buio, la tua mente un dì arranca,
al finir di ogni notte ritorna la luce.
Si faranno bislunghe le tue sfere di eventi,
per passar la strettoia di una clessidra
rotoleranno in rimbalzi, tutti quanti i momenti
nel suo fondo di vetro che armonioso li vibra.
Sarai amica, o madre, od amante,
avrai la tua luna che ogni volta ritorna,
respirerai ogni palpito e ogni istante,
e avrai questa da leggere,
quando un dì... sarai donna.
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Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele20 giugno 2011
che splendore un sogno dal vivo del fantastico poetare il cui cuore a tale evento s'incendia per la squisita esposta... sono preso di quanto incluso in fantastica POESIA... ove il sentimento materno abbevera sia con le parole che con il cuore..S..T..U..P..E..N..D... A
Vilma20 giugno 2011
La trovo davvero stupenda questa poesia ... parla di vita, di goie e dolori in modo dolce come solo un cuore di madre può fare. Complimenti

