Ricorderai

Lontano, fra i millenni, io sarò la tua tomba.
Quando il tuo spirito rifiorirà
sotto altri cieli, dentro un'altra casa,
ricorderai questo tempo
per questa lapide di parole.
Or io scrivo da dentro un cerchio ancor vivo,
dove la materia lievita tra vaghe ombre
che ti circondano senza capire.
Io percepisco il tuo alito
senza toccarti, senza vederti;
io sono lava e cratere, come tu eri,
braciere che non riscalda nessuno,
mammella d'un seno senza bambino,
perché fu scritto nel perdurante destino
che non una meta arrida
alla strada che battiamo.
Artefici della forza che sorregge la speranza
e vittime dell'abbandono inerziale,
procediamo solitari
nell'indifferenza di questa vita,
cui niente ci legherà
se non risaliremo la reciproca sorgente
e l'invisibile limo dell'aria che ci circonda
fino all'estremo limite dell'orizzonte,
ove, vela di fato e fortuna,
timida s'appalesa una candida luna
silente...
sognante...
rincuorante...
struggente...
©
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