Io, lei, il tempo e lo spazio
Il riflesso singhiozzante di un bosco nel fiume,
il frusciare di vive chiome d'albero,
il ticchettare di legni su di una pietra,
lo sgorgare irregolare di acque inquiete.
Ed io seduto ad osservare e ascoltare,
a plasmare e rendere vivo,
a meditare, urlare e zittire,
a contare lentamente notti.
E lei ad osservare da lontano,
a irrompere freneticamente,
a presidiare dolcemente i miei sogni,
a negoziare dolci carezze.
E noi ceppo addormentato,
qualcosa che fu albero,
qualcosa che fu vita,
qualcosa che illumina e colora.
E poi il tempo spettatore incauto,
che provoca ed irride,
che ignora il suo creatore,
e si frantuma come un'onda.
E poi lo spazio che separa i nostri fuochi,
che delimita parole,
che ci culla e ci ripara,
che ci veste di silenzi.
©
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