Disperato
Vivo il disperato del mio oggi,
in legame indissolubile al mio ieri.
Sopporto la tristezza del passato
Cancellando e sopendo il presente.
Cosa vale nel mio presente
che valga la pena di vivere.
Cosa mi spinge a rivivere,
la tristezza del passato?
Devo tornare a quella rete
devo tornare a quel tetro buio.
Tornerò a consumarmi dietro al pianto,
ma tornerò a vivere per non pianger più.
Seguo la scia del mio dolore,
trovo vittime del mio vivere,
inermi al mio silenzioso passare d'oggi,
sofferenti per il mio gridare di ieri.
Non voglio tornare a sbagliare,
non temo l'incalzare del passato,
voglio liberare l'anima giovane
perch' essa possa tornare a me.
Prigioniero del mio giovane passato,
tento il liberarmi dalla prigione dell'infelicità.
Proietto la mia vita nel mio nuovo futuro,
riprendo il mio bimbo e lascio che lui viva.
Piangi piccolo mio,
piangi le lacrime che non hai mai versato.
Il tuo pianto libererà la mia anima
e con te, uscirò dalla mia trappola di dolore.
Percepisco in me una forza inebriante,
quella forza che mi condurrà
verso la luce, verso la libertà
e riuscirò a tornare a vivere.
Non mi libererò di te, bimbo mio,
voglio rivivere con te ogni attimo,
voglio piangere ogni lacrima,
voglio amare ogni attimo di te.
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Commenti (2)
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M
Michela Guerriero16 ottobre 2006
Hai descritto bene i conflitti dell'anima, bravo!
R
Raffaella Picotti23 ottobre 2006
questo tuo dolore, lo sento come mio ed ogni tua parola fa sangiunare il mio cuore... un raffaella