Notte
Si scuote nel turgido tepore,
si risveglia dall’aver dato
di se
desiderata presenza,
e indimenticabile
piacere.
Nell’inaspettata visita,
al dormiente corpo,
adagiato al calor delle coltri,
nel passar di delicata mano,
stimolo e risveglio
ad un mai sopito
desiderio.
Fremiti ad indicar
strada,
percorsa
da quel mirato tocco
che dalla nuca
conduce al vivace
frutto.
Glutei di dolce e
carnosa presenza
a nascondere
conosciuto segreto,
ad arrivare a quel pelo
di morbida fattura
di coinvolgente…… celare.
Nel suo divaricare,
l’invito
a violare,
fin ora,
umida solitudine,
di vulva in attesa del piacere,
in ricerca dell’orgasmico
appagamento.
Nel suo muovere.
carnoso e pulsante
membro,
il crollo d’ogni timore
e il giungere come un
impetuoso fiume,
ad alchimistico e
ricercato
appagamento,
proporzionato
a creduto,
inesauribile
desiderio.
Nel tepore delle coltri
giacciono ora
corpi sudati ancora
persi
nell’interminabile
piacere
d’ essersi
amati.
©
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Commenti (1)
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D
Dylan27 dicembre 2007
questa poesia allerta i sensi fino al limite invalicabile. Abbastanza prorompente nel suo genere.