La storia di un uomo, di una vita e di un dio
Le ferite sono aperte,
accomodatevi signori;
non entrate con i coltelli,
ma non portate nemmeno dei fiori.
Qui davanti mettete i bambini
che del sangue non hanno paura
e che comunque son privi di colpa
se non sanno dove tamponare.
Dietro loro fate stare gli anziani
che hanno mani così tremolanti
ormai incapaci di medicare
ma che hanno smesso anche di giudicare.
E poi ancora le donne in attesa
tanto distanti da non farsi turbare
ma ancora prossime così da imparare
a dare cure e tollerare il dolore.
Ed infine, tra le ultime file,
uomini e donne che stanno al potere:
per voi le fughe sono sempre vicine
e se vi annoiate potete anche andare.
Le luci calano, si alza il sipario,
le voci sfumano, scema il brusio;
mi spoglio in scena ed inizio a cantare
la storia di un uomo, di una vita e di un dio.
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