A Nonno

Avrei voluto averti qui,
insieme ai miei vent'anni,
a parlarmi della guerra
e degli americani;
per capire la vita della gente
sotto ai fischi delle bombe;
ciò che un semplice libro di storia
non mi ha saputo riportare.
Guardar le stelle della sera,
sedere accanto al tuo sgabello,
fumarci insieme un'altra ”cicca”
e sentirti raccontare...
ascoltare le cicale
sovrapposte ai carri armati
e un tossire da lontano
tra le urla delle donne...
E intanto un'altra ora va via;
tu dormi ancora, ma io ti vedo
mentre dondolo sulle tue gambe ferme
e le tue mani stringono le mie.
Non me ne accorsi quando andasti via:
più di una sedia sediola non potei rimpiangere;
ma tra le lacrime di nonna scoprii la tenerezza
e nel veder vuoto lo sgabello mi accorsi di sentirmi triste.
Avrei voluto discutere con te,
capire i torti e le ragioni,
conoscer meglio il tuo carattere
ed il tuo nome;
avrei voluto confrontare
i tuoi vent'anni con i miei
e giudicare insieme
il cambiamento del nostro mondo.
E invece un'altra ora va via
con i miei occhi sul tuo bicchier di vino
mentre le tue mani, tremando un po'
girano il tabacco come a volte si fa ora.
Tu intanto dormi,
ma io ti ascolto
mentre brontolando
curvo ti allontani;
ti appoggi stanco al tuo bastone
e brontolando, piano piano ti allontani.
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Commenti (2)
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Leaf19 ottobre 2006
quando c’è poesia... poesia pura..chi fa caso a certe sottigliezze tecniche? ha ragione Paolo... si respira emozione..totale... bellissima.
A
Alessandro Sasso28 marzo 2008
Che poesia meravigliosa! Bellissimi versi che mi hanno stregato col loro fascino e con la loro pienezza di sentimenti... una piccola lacrima nella quale scendono i ricordi di un ragazzo che sente la magia della vita, la bellezza della vecchiaia, il mistero dello scorrere del tempo, l'angoscia di una morte inevitabile.
