Amanti nel tempo

A passi svelti attraversano
l'assolata piazza, dove
roboanti fusti intonano inni
alla madre natura, accompagnati
dal suono delle foglie danzanti
al caldo vento d'inizio giugno.
Ricordi il laghetto dei sogni
solcato da tacite barche che
colorano il tempo svanito del
tempio distrutto?
Eravamo felici, l'amore
solcava i nostri sorrisi e i teneri
baci cantavano la vivida passione
che ci rendeva unici.
Ricordi il panorama romano
dall'alto del Gianicolo colle
che sorveglia silente i destini
della città eterna?
Sguardi fuggiaschi nell'amore
profondo, che l'umile zefiro
rintocca gaudente svegliando
nel cuore sopito l'eterno idillio
immortale della passione.
O' tempo dannato e immondo
arresta il tuo incessante cammino
per permettere a due sinceri
amanti di vivere il sogno
profondo della condivisione.
Perché l'uomo deve accontentarsi
di uno sfocato ricordo e non
godere per sempre del presente,
attimo perfetto dell'amore
incessante e immortale dell'uomo?
Natura, castissima madre del
mondo nostrano esaudisci raggiante
la sola richiesta d'una voce
solitaria che ardente domanda
di vivere in eterno l'amore
sconfinato che prova per colei
che ha trafitto nell'intimo il
battito incessante dell'immortalità.
©
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Commenti (1)
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mario calzolaro9 luglio 2011
dolce elegia d'amore, triste e incisiva... davvero meritevole di apprezzamento.
