Sogni e tramonto

Oh, venere pallida e pensosa,
dimmi tu quali tenere malinconie
contempli in questa sera, calda e luminosa,
che si perde nel nero
come notte disciolta nel mare!
Oscuri, misteriosi tesori
fioriscono nel tuo docile animo,
tremante come foglia gocciante di pioggia;
timidi e incerti, i profondi segreti
ti barcollano in grembo,
cascando e vacillando tra diroccati castelli
e autunni soffiati dal vento!
Si libra un mesto coro
sotto quel velo di tele umide e tremanti:
sette Plèiadi vi fiammeggiano
in astrali, intricate geometrie;
e muse angeliche e incantevoli
vi lanciano lacrime e fiori.
Divini vetri di malia,
fulgenti come un vetusto oceano
dal respiro grave e pesante,
specchi d'un cielo che piove diamanti
e splende come nel più sublime dei quadri.
Bimba candida e serena,
mi perderei a contare
gli stellati fronzoli
che ornano i tuoi lenti sospiri;
e morirei, come abbagliato da un lampo,
ammirando tutti i fumi colorati che, teneri e soffusi,
albeggiano su quel viso fiammante d'un bianco
ch'affligge la neve e uccide le nubi.
Vorrei mi prestassi i tuoi occhi
per bere il rosa che tinge i tuoi sogni!
Ma tutto ciò che puoi fare, ora,
in questa sera calda e luminosa,
che si perde nel nero
come notte disciolta nel mare,
è darmi quel tuo fiore fresco a fragrante,
spazzar via il gelo dal mio cuore
e cullarlo nel tuo sognante tepore.
Così che il mondo intero
si confonda in un roseo tramonto,
pallido d'amore e ridente di
fanciullesca incoscienza.
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
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