Neve d'estate

In una sera,
nell'inganno del tempo,
di quello che non c'è.
Dei secondi vissuti, persi,
sparsi in ogni angolo
di stanze vuote,
cadute giù,
come le stelle nella notte celeste.
Muri appesi, bianchi,
come le coscienze
coperte a calce.
Come la vita, questa vita
Che a stento trattengo
Nelle dita, che vorrei
Non fossero solo le mie.
In un'alba infuocata
rossa all'orizzonte
ti cerco nel sole
Che acceca il ricordo,
il momento.
Nelle dita, che non vorrei
fossero solo le mie
odo di visioni il sapore,
di carezze il solo vento
che mi piega come il grano d'estate.
Veloce, sei scappato come
la cenere d'inverno.
E da sola trattengo
nelle dita, che non vorrei
Fossero solo le mie
Questa strana
Neve d'estate.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Alessandro Erato
Molte persone scrivono per piacere, altre lo fanno per lavoro. Io lo faccio per necessità. La necessità di imprimere sul foglio sensazioni, emozioni difficili da tener dentro. La prima vera poesia l'ho scritta all'età di 16 anni da quel momento sono diventato quello che sono e quello che scrivo. La formazione esteta
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
DonnaFPgreeneyed20 luglio 2011
L'Autore, se non erro, nelle sue sensazioni che denunciano solitudine, sente la mancanza della persona cara che vorrebbe avere accanto a se. Lirica letta un paio di volte, se non erro, la chiusa lascia qualche perplessità.
mario calzolaro20 luglio 2011
sensazioni di notevole intensità...avvertite, trasmesse e comunicate con grande incisività
C
Citarei Loretta Margherita20 luglio 2011
intensissima poesia, merita fiocco, complimenti notevole

