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Satira 13 novembre 2011 · lettura 2 min · 1558 letture

In memoria di B

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Alessandro Erato 18 poesie pubblicate
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Giorno greve e tempestoso S’è spento di colpo e senza piglio Un piccol cavalier sì generoso Il re sovran del buon consiglio. S’affretti or dunque imperatore Non si trucchi che non v’è televisore, Come è trista quella meta Senza cashmire e senza seta Vissuto tra sfarzi, lusso e leggi Nel tempo libero Salvatore D’ogni gente, ovunque sei proteggi Si nominò zar e imprenditore Tra mignotte, nani e ballerine E di saltimbanchi tra lacrime e clamore. Persino il papa preoccupato che il suo Messia fosse tornato Disse: è Cristo s’è presunto! No eccellenza del Signor s’è solo unto Lacrime d’opposizion per piangerti Al miglior premier degli ultimi centocinquant’anni I loro cuori sinistri e comunisti son aperti A chi curò parlamentare povertà e i malanni. Nella tomba orgogliose cento dame A tener alta la fiducia e facilitar il trapasso Delle tue povere spoglia umane. Chi ti ricorda tra ilarità e sconquasso Pe’ le tue barzellette. Mentre l’Italia s’erodeva a morto sasso Tu raccontavi di culi e tette. Ora che l’è finita la tragedia A luce di lumino s’è spenta Villa San Martino S’azzittiscono i tuoi sondaggi e i tuoi media.
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L'autore
Alessandro Erato

Molte persone scrivono per piacere, altre lo fanno per lavoro. Io lo faccio per necessità. La necessità di imprimere sul foglio sensazioni, emozioni difficili da tener dentro. La prima vera poesia l'ho scritta all'età di 16 anni da quel momento sono diventato quello che sono e quello che scrivo. La formazione esteta

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