In memoria di B
Giorno greve e tempestoso
S’è spento di colpo e senza piglio
Un piccol cavalier sì generoso
Il re sovran del buon consiglio.
S’affretti or dunque imperatore
Non si trucchi che non v’è televisore,
Come è trista quella meta
Senza cashmire e senza seta
Vissuto tra sfarzi, lusso e leggi
Nel tempo libero Salvatore
D’ogni gente, ovunque sei proteggi
Si nominò zar e imprenditore
Tra mignotte, nani e ballerine
E di saltimbanchi tra lacrime e clamore.
Persino il papa preoccupato
che il suo Messia fosse tornato
Disse: è Cristo s’è presunto!
No eccellenza del Signor s’è solo unto
Lacrime d’opposizion per piangerti
Al miglior premier degli ultimi centocinquant’anni
I loro cuori sinistri e comunisti son aperti
A chi curò parlamentare povertà e i malanni.
Nella tomba orgogliose cento dame
A tener alta la fiducia e facilitar il trapasso
Delle tue povere spoglia umane.
Chi ti ricorda tra ilarità e sconquasso
Pe’ le tue barzellette.
Mentre l’Italia s’erodeva a morto sasso
Tu raccontavi di culi e tette.
Ora che l’è finita la tragedia
A luce di lumino s’è spenta Villa San Martino
S’azzittiscono i tuoi sondaggi e i tuoi media.
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L'autore
Alessandro Erato
Molte persone scrivono per piacere, altre lo fanno per lavoro. Io lo faccio per necessità. La necessità di imprimere sul foglio sensazioni, emozioni difficili da tener dentro. La prima vera poesia l'ho scritta all'età di 16 anni da quel momento sono diventato quello che sono e quello che scrivo. La formazione esteta
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