Sulle brevi vacanze
Marco Zuffo
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Come una camicia a righe tra la stoffa ed il niente,
dove anche la pelle scompare,
e mai appare se non coperta.
Ammonisce una voce indefinita,
logora il fruscio d'un foglio leggero,
come un fumo nero da un monte in lontananza.
Agogna una distanza abbracciata alla voglia di partenza.
E' un ritorno intermittente il profumo dei chilometri
e migliora col tempo.
Un vino schizofrenico
che ha il coraggio di non ubriacare,
la foglia da staccare,
prima del ritorno.
Han dipinto una luna nel cielo sul mare al bordo della spiaggia,
l'han venduta al prezzo di una stagione,
e senza compassione,
tornerà la pioggia di Settembre;
sarà la neve d'Agosto,
o la luna di giorno che brilla sul pelo dell'acqua del fosso,
come uno scatto con l'obbiettivo mosso,
a lasciare un ricordo,
nel cassetto del tempo.
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L'autore
Marco Zuffo
Commenti (1)
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alessio carlini19 luglio 2011
sorpreso e felice di essere arrivato alla letura di questa lirica singolare, nel senso di unica e piacevole nello stile che si distingue tra le mie letture con grande piacere!! un sentitissimo complimento all'autore!!

