(C') erano i miei anni '70
C’ era una bisca e c’era un biliardo
sempre occupato dai fratelli più grandi
fin quando questi non si sono sposati
e allora i più grandi divenimmo noi.
C’erano gli occhi dei fratelli minori
appoggiati alle sponde di quel grosso biliardo,
a spiare le stecche, le palle ed i colpi
e a sperar che al più presto ci sposassimo noi.
E c’era un campetto da calcio inventato
tra i grandi palazzi, tra la polvere e i cocci
e c’ erano mamme affacciate ai balconi
fra preoccupazioni, sughi e odori intrecciati.
E c’ eran le voci di sorelle a gridare
ai strettissimi lati di quel campo di terra,
a tifare i fratelli e azzuffarsi per loro
e a innamorarsi al fiorir dei gerani.
E poi c’ erano mani e c’ erano labbra
e i ritorni arrossati di asciugamani salati;
e poi c’ erano scontri con pietre e bastoni
e sangue a macchiare le noie invernali.
C’ eran binari e vagoni morti
sui quali a turno c’ insegnavamo la vita
e il profumo indelebile d’ erba e di ferrovia
ch’ è rimasto qui addosso e mai più se ne andrà.
E poi c’ erano i padri a ubriacarsi nei bar
fra un tresette e un cazzotto che ogni tanto partiva;
e poi c’ era la "diva" che passava di là
e il silenzio di colpo fino a che non spariva.
C’ erano tutti i miei anni 70
dentro questa canzone che oggi un altro vi canta;
c’ erano tutti, ma tant’ altro ancor manca
e magari domani ne scriverò un altra...
e un’altra...
e un’altra...
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