Nudità sera si spoglia
Nell’incoscienza oltre
c’è l’onda mare irritato
dietro al primo orizzonte
che basta agli occhi
stanchi della salita al sole.
Nudità sera si spoglia per vestire
in falsetto i pallidi gigli
recisi in vaso di quell’oscuro.
L’acqua al cenno d’arsura
chiama luce alle fertili radici.
Da vivo sangue passano a scolorate
ibrido champagne vissute.
Piccole gemme che non vedremo prossimo.
Son cieche in altro cielo tremulo di liricità.
Carte scoperte come palmi delle mani
all’obbedienza cieca di compostezza.
L’una mi prende l’altra.
Per caso.
©
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