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Morte 25 ottobre 2006 · lettura 1 min · 1810 letture

Il canto del beato

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Mi svegliai una mattina più ubriaco della sera prima; mi trovai negli occhi rossi uno sguardo che non avevo mai visto. Quindi alzai quegli occhi nel cielo e mi piovve addosso il sereno; non parlai, ma mi sentivo chiamare, e la gente cominciò a correre e a urlare. Io, stupito, non vedevo il motivo, ma capivo che l'avrei fatto anch'io perché un giorno, ricordo per caso, non riuscivo a tirar fuori un sorriso. Mi spiaceva vedere mia madre invecchiare in un solo momento e mio padre, sedutole accanto, abbracciarla e bagnarle la spalla. Mi spiaceva sentir la mia donna correr dietro ai ricordi più belli cancellando, senza saperlo, malintesi e periodi sordi. Mi spiaceva vedere i miei amici appoggiati e col muso fin terra; mi spiaceva vederli lì fermi, mentre ieri avean gli attimi colmi. E mi spiacque infine sapere ch'eran quelli rimasti a patire, mentre io, ormai amico di dio, non potevo che starli a guardare.
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Daniele Piredda
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