Atto per la Regina (terzo)
Alessandro Labriola
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Fiaccole, evviva la festa!
Tergiversiamo radiosi sulle rive grigie,
splendenti come specchi - venti riflessi
di soli sanguinanti,
aborto della precedente nottata:
fierezza nello scempio di nudità estatiche
- danzanti folli come ossessi
attiravano sulla folla molti sguardi
dall'alto: malevoli ed invidiosi!
Poiché l'uomo, ricco d'un Amore scontato
detiene il ridicolo piacere (e la pena)
per mendicar da sè
il fango e la birra;
dove si nascondevano indolenti cigni
- quelle stesse pozze, abbeveravano i tuoi occhi
di lacrime impossibili.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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EnzoL31 luglio 2011
poesia... vera unica... trasuda energia imbrigliata che scoppia ... come per il primo atto (e ti uccido se non mi fai leggere il secondo) il terzo atto continua nel suo viaggio fatto di sensazioni e immagini pure... intraviste nella città senza memoria... (io la chiamo cosi) bella... è la infiocchetto!

