Il poeta è sempre nudo

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Difficile stavolta non fare complimenti ... e non ne faro, pero' questa tua la condivido totalmente, ho sempre pensato che o si scrive affondando il pennino nell'anima o si resta a casa, mettersi a nudo é prioritario a qualsiasi scrittura poetica e ci vuole coraggio a mostrare le emozioni, sulla carta come nella vita ... .
nella mia "scrivere" di qualche tempo fa, scrissi: "scrivere è il nostro gioco al massacro non v'è soluzione, non c'è altra soluzione... (...) bisogno di scrivere, di descrivere tra le intemperie, delle nostre macerie"... ti rimando alla lettura, per confermare la mia più totale condivisione di pensiero...
un testo che condivido... il poeta lo scrittore e completamente posseduto dal suo demone... mettersi a nudo e scrivere ció che si è dentro ha due funzioni scuotere animi e sopratutto scuotere se stessi... per scoprire sempre di più del proprio io... una sorta di meditasione trascendentale ed esorcismo...
L'abbraccio e condivido in toto... seppur io certo poeta non sia. Il calamaio é nel cruore che sgorga dal petto e la penna è lo stilo che l'affonda, e si scrive a prescindere da tutto e tutti... quasi fosse meccanico fare al pari del respirare... e il giorno in cui le parole latitano ci si sente morire un poco... Lirica apprezzata per forma e contenuto in squisita e scorrevole stesura.


