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Sociale 17 agosto 2011 · lettura 2 min · 1091 letture

Ferragosto nel parco

C
Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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dell'Augusti feriae non godo il beneficio... obbligata dal lavoro riassesto, ripulendolo, il parco. Immersa nella quiete della natura spettatrice dello sbocciar del floreale sole in tale armonia più leggero il lavoro m'appare... cullata dall'ovattato silenzio a tratti interrotto dal cadenzato passo di quei pochi che in città rimasti camminano fra sassosi viali beneficiando dell'aria pura del mattino. Gli occhi spaziano da un angolo all'altro cogliendo le sfumature celate nei frenetici giorni quando brulica di gente il parco e con grida di bimbi l'aria si riempe. Ramazzo alacremente gli aghi dei pini fra i tanti uccellini scesi a beccar le mollichine cadute dai panini ascoltando la chiara voce della fontana... sembran fuochi artificiali gli zampilli d'acqua dai solari raggi sfiorati Ma quando, nello scorrer dell'ore acquista ancor più potenza il sole ecco che l'armonico silenzio si spezza... A frotte, a coppia come fossero monachine gli anziani affollano il parco invadono le panchine le badanti spingon le carrozzine dei malati... sono il popolo dei dimenticati coloro che soli in città lasciati dai familiari intenti a festeggiar altrove il ferragosto. Nel vederli tenerezza m'assale e mi commuove... Son dei bimbi dai canuti capelli giocano a carte sui tavolini qualcuno, isolato, legge il giornale come garrule rondini a gruppi si riuniscono a ricordar il passato tempo di quando, con l'ardore di gioventù, s' aprivan al sogno e forte per amor batteva il cuore... Son vite vissute nel sacrificio alcune dolorose, pungenti come gli aghi dei pini... ricordano con amarezza quei tempi felici quando nel parco solevan con i figli giocare gli stessi che oggi a casa soli li han lasciati. Il suono allegro di una fisarmonica si spande nell'aria combatte, sovrasta la musica rocchettara dagli autoparlanti del bar diffusa... qualcun suona valzer, mazurche canzoni degli anni sessanta s'accennano passi di danza... Un fremito d'allegria porta lontano la nostalgia... Batte il campanone del duomo il mezzogiorno... finito è il mio turno. Ripongo gli attrezzi da lavoro nel pulmino ancora un saluto, qualche stretta di mano un ultimo sorriso a casa fo ritorno...
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lavorando nel parco, ho notato, sopratutto in estate, che è frequentato da moltissimi anziani e da molte comunità di case di riposo, gente lasciata sola a casa mentre i familiari sono in vacanza...

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Commenti (16)

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guardandosi intorno ci si rende conto di quanta gente sia sola, sopratutto gli anziani, le persone più indifese e deboli. Poesia molto bella che tocca davvero il cuore

P
Paolo Morganti17 agosto 2011

Poesia di fine verismo intrisa... la poeta ha una tavolozza di colori nel cuore e con mirabili pennellate dipinge un quadro bellissimo di una splendida giornata nel parco e con dovizia non tralascia nemmeno le mollichine tanto è arguto il suo osservare tanto è aperta la sua mente nell'inquadrar prospettive a tutto tondo e ci dona una poesia che si legge con grande amore nel cuore per i personaggi che sembrano animarsi nel momento che si legge la poesia, e per i sentimenti espressi dalla poeta ...un bel fiocco e segnalo .

lady oscar17 agosto 2011

...un bell'affresco ferragostiano... belle e intense immagini che fanno riflettere... complimenti

Nadia Mazzocco17 agosto 2011

Questa poesia é un libro aperto, leggere il tuo cuore é meraviglioso! La segnalo.

G
Gianny Mirra17 agosto 2011

Posso dire solo che sei unica. in ogni verso, ogni parola.

saper vedere e cogliere le sfumature, i colori variegati dell'umanità che ci circonda ed esprimerlo in versi .

Cinzia Gargiulo17 agosto 2011

Saper osservare con gli occhi del cuore è una dote rimasta a pochi... se così non fosse ci sarebbe meno solitudine ed egoismo. Versi molto apprezzati.

EnzoL17 agosto 2011

quanta amarezza e quanta verità... con il groppo in gola evito di cadere sul retorico che tutti già ben conosciamo... l'abbandono di chi prima ha servito è prassi... lirica bella e struggente

Emanuele Martina17 agosto 2011

versi sublimi, in una lirica davvero speciale e molto condivisa, molto bella e molto piaciuta, complimenti, fantastica

Luigi Arcopinto17 agosto 2011

Intensi versi di una sensibilità unica... Lirica piaciutissima, complimenti Poetessa!

Raffaella Arcopinto17 agosto 2011

Sensibili versi a comporre una fantastica lirica... Molto apprezzata, complimenti!

Silvia De Angelis17 agosto 2011

Si sofferma l'autrice, sensibilmente, su immagini ricorrenti nei mesi estivi... ove assidue frequentazioni di anziani nei parchi, ne sottolineano la solitudine e la tristezza... Versi molto apprezzati

mario calzolaro17 agosto 2011

all'occhio attento dell'autrice questo aspetto dolente non è sfuggito... ce ne parla in chiave poetica di grande effetto

Midesa17 agosto 2011

bella lirica a dipingere un'umanita' dimenticata... tra amarezza e disillusione bellissima lirica... ...

L
Laura Di Vincenzo17 agosto 2011

Solo un'animo sensibile ascolta con il cuore, una grande verità espressa in versi; molto apprezzata dolcissima poetessa.

Anna Maria Scamarda17 agosto 2011

Un tema sociale spinoso... una triste realtà alla quale si fa fatica a credere... Eppure si assiste alla superficialità di animi che non sanno cogliere, fra le rughe degli anziani, la ricchezza di un mondo in cui, soprattutto i bambini, possono elaborare la realtà nella storia del loro passato; riconoscendo nei loro avi il valore altissimo della continuità. Attraverso il quale, costruire, rafforzare ed intensificare la propria personalità su salde radici; che non vacillino al primo soffio di vento... Una lirica espressa con dovizia di particollari, delicati dettagli... che non sfuggono all'animo sensibile di chi sa contemplare la vita in tutti i suoi più importanti valori. Apprezzatissima!