La mano che ti sarà tesa

Cessati i risvegli d'accecante luce d'estate,
gli occhi indugiano la morbida terra umida
la rugiada rinfrescante i petali e le foglie.
Rimodulo la sorta di preghiera al nascente giorno
affinché il dolore del mondo
sia meno intenso di ieri, e così le sue guerre.
E, in tanto, ricorre spesso il tuo nome
a inumidir le ciglia ed un fremito
sprigiona recondite vampe interiori.
Può mai un Dio scordarsi di te,
della tua anima gentile,
della tua sapienza e bellezza,
e misericordia e fede,
del tuo esempio d'amare assoluto,
cui non è da tutti sensibil natura
di legarvi la vita e la morte?
Quando liete serravan le tue braccia
il forziere del tuo tesoro,
provasti lo sgomento del rapinoso destino.
Avresti voluto sparire anche tu
se l'odierno tormento vien da quell'amore reciso,
da quel pianto lontano e mai smesso
che rivive quel distacco improvviso;
ma tu, forte da trapassare
il velo delle tue lacrime,
tu scegli di non arrenderti,
fin tanto che vorrai stringere,
fra le tue,
la mano che ti sarà tesa.
©
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